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La discesa degli dèi sulla Terra



Nana Baluku, la madre di tutta la creazione, si trovò incinta prima di ritirarsi definitivamente dall’universo. Il suo discendente era androgino, un essere con un corpo e due facce. La faccia somigliante a una donna, fu chiamata Mawu; i suoi occhi furono la luna. Lei prese il controllo della notte e di tutti i territori verso l’ovest. La faccia maschile fu chiamata Lisa e i suoi occhi furono il sole. Lisa controllò l’est e si assunse la responsabilità della luce del giorno.
All’inizio di questo mondo Mawu-Lisa era l’unico essere vivente, ma alla fine la luna fu eclissata dal sole e molti bambini furono concepiti.
I primi frutti dell’unione furono due gemelli, uno maschio, che fu chiamato Da Zodji e una femmina, chiamata Nyohwè Ananu. Un altro figlio arrivò di li a poco, una forma maschile e una femminile unite in un corpo solo, e questo figlio fu chiamato Sogbo. Il terzo parto generò di nuovo due gemelli, un maschio – Agbè – e una femmina, Naètè. Il quarto e il quinto figlio furono entrambi maschi e vennero chiamati Agè e Gu. Il tronco di Gu era fatto di pietra e una spada gigante sporgeva dal buco nel collo al posto della testa.
Il sesto discendente non fu fatto di carne e sangue; gli fu dato il nome di Djo, che significa aria o atmosfera. Infine il settimo figlio nato fu chiamato Legba e, poiché era il più piccolo, divenne il preferito di Mawu-Lisa.
Quando questi figli divennero adulti e arrivò il tempo opportuno di dividere tra loro i regni dell’universo, Mawu-Lisa li radunò insieme. Ai primogeniti, i gemelli Da Zodji e Nyohwè, i genitori diedero la terra in basso e li inviarono, carichi di ricchezze terrene, giù dal cielo ad abitare la loro nuova casa.
A Sogbo, che era contemporaneamente uomo e donna, diedero il cielo, orinandogli di dominare il tuono e il lampo. I gemelli Agbè e Naètè furono inviati a comandare le acque e le creature degli abissi, mentre ad Agè fu ordinato di vivere come cacciatore nel bosco, dove poteva assumere il controllo di tutti gli uccelli e le bestie della terra.
A Gu, che Mawu-Lisa considerava la loro forza, vennero affidate foreste e grandi distese di terra fertile, insieme agli strumenti e agli attrezzi  di cui l’umanità avrebbe avuto bisogno per coltivare la terra. Mawu-Lisa ordinò a Djo d’occupare lo spazio tra la terra e il cielo e gli affidò gli anni della vita degli esseri umani. Il ruolo di Djo consisteva anche nel vestire gli altri dèi del cielo, rendendoli invisibili all’uomo.
Ad ognuno dei suoi discendenti, Mawu-Lisa assegnò allora un linguaggio speciale. Questi sono i linguaggi ancora parlati dai sacerdoti e dai medium degli dèi nelle loro canzoni e oracoli. A Da Zodji e a Nyohwè Ananu, Mawu-Lisa diede il linguaggio della terra e prese da loro tutta la memoria del linguaggio del cielo. Attribuirono a Sogbo, Agbè e Naètè, Age e Gu le lingue che avrebbero parlato, ma a Djo affidarono anche il linguaggio degli uomini.
Poi Mawu-Lisa disse a Legba: “Poiché tu sei il mio figlio minore, ti terrò sempre con me. Il tuo lavoro sarà quello di visitare tutti i regni governati dai tuoi fratelli e dalle tue sorelle e mi riferirai dei loro progressi”.
Ed è per questo che Legba conosce tutte le lingue dei suoi fratelli germani ed egli solo conosce la lingua di Mawu-Lisa. Legba sarà dovunque, perché tutti gli esseri,uomini e dèi, devono avvicinarsi a Legba prima che Mawu-Lisa, la divinità suprema, risponda alle loro preghiere.

 
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